SANITÀ: EX RUMMO E SANT’ALFONSO SINERGIA PERICOLOSA. OPERAZIONE SURREALE NON PUÒ DIVENTARE MODELLO DE LUCA

Un paziente, con perforazione intestinale ha percorso più di 100 km ed è stato operato con “equipe mobile”

Un percorso ad ostacoli quello vissuto da un paziente di Acerra che si poteva trasformare in tragedia ma, per i direttori Pizzuti e Di Santo è l’inizio di un modello organizzativo tra ospedali. È quanto narrato ieri sulle pagine del quotidiano “Il Mattino”, che ha riportato la notizia di un paziente operato grazie alla partnership tra l’ex Rummo di Benevento ed il Sant’Alfonso di Sant’Agata De’ Goti. La vicenda ha delle zone d’ombra che saranno sicuramente oggetto d’approfondimento da parte della magistratura, degli organi regionali e ministeriali. Nell’articolo vengono evidenziate problematiche a dir poco preoccupanti relativamente ad un intervento eseguito d’urgenza su un paziente di Acerra, “arrivato in pronto soccorso, alle prime luci dell’alba di sabato, con un dolore acuto dovuto da una perforazione intestinale. Su input del primario di Chirurgia Generale, Maurizio Buonanno e del Primario di anestesia e Rianimazione, Elvio De Blasio, Coordinato dal Direttore Sanitario, Giovanni Di Santo, di concerto con il direttore di presidio del Sant’alfonso, Pasquale di Guida, il paziente è stato trasportato a Sant’Agata”, si evidenzia inoltre che: “necessitava di un intervento salvavita, che non poteva essere eseguito al Rummo perché gli anestesisti erano tutti impegnati e i posti di rianimazione erano saturi” e già questo la dice lunga. Il malcapitato, ha dovuto sostenere il viaggio da Acerra a Benevento (85 Km) e poi un altro tra Benevento e Santa’Agata de Goti dove una “equipe mobile” lo ha operato con un chirurgo di Benevento e un’anestesista dei Sant’Agata. Ancora più sconvolgente è la dichiarazione finale del duo Pizzuti (direttore Generale) e Di Santo (Direttore Sanitario) che nel comunicare la riuscita dell’operazione hanno però evidenziato come: ”la cosa importante da sottolineare è la sinergia tra i due ospedali, destinata a diventare un modello organizzativo, che mira all’ottimizzare delle risorse umane a disposizione e alla possibilità di creare osmosi tra le strutture”. Quindi l’obiettivo non è offrire una buona sanità nel più breve tempo possibile ma ottimizzare le risorse. Sono ancora una volta tante le anomalie celate dietro questa operazione ed il comun denominatore è sicuramente il disegno di De Luca che sta continuando a smantellare la sanità nel Sannio.